17 gennaio 2003
Santa Barbara KPFK 80.7 FM
intervista di Sergio Mielniczenko
SERGIO MIENICZENKO: "Due anni fa qualcuno porto' in radio il Cd di una cantante italiana. Il repertorio ci incuriosi' molto perche' spaziava con una naturalezza estrema dalla lirica al Jazz alla bossa nova, dalla lingua inglese, portoghese e tedesca. Era dicembre del 2000. Trasmettemmo alcuni brani ed il riscontro del pubblico fu davvero eccezionale. Tra tanti ci telefono' un ragazzo dal tono stupefatto, che ci disse: "Ma io la conosco questa voce, e' una mia amica, come avete fatto ad avere quel CD?". A distanza di due anni quella stessa persona ci richiama dicendo che quella cantante si trova per pochi giorni qui a Los Angeles, gli chiediamo se ha un nuovo Cd e dopo averlo ascoltato non ci siamo fatti scappare l'occasione di invitarla qui in radio..."
S: Giovanna, ho ascoltato la tua nuova produzione,
dieci brani di cui sei autrice, in italiano, in inglese, dalle musiche che raccolgono
un background davvero illimitato; sei italiana ma e' difficile stabilire la
tua "provenienza".
G: e' vero. Sono italiana, nata e cresciuta
nel nord Italia ma ..le mie origini sono tutt'altro. La mia famiglia e' del
sud, dove io ho passato gran parte della mia fanciullezza.
S: La passione ed il calore del sud, e la
grande organizzazione del nord?
G: Questo puo' essere il risultato, ma io
mi definisco una ragazza del sud, senza ombra di dubbio.
S: Nel tuo Cd compaiono musicisti del Brasile,
Argentina, Italia...
G: Ho scritto e immaginato la musica essenzialmente
per chitarra e violoncello, che sono il supporto indispensabile. Ad una buona
melodia non serve molto contorno. Il chitarrista e' brasiliano ROBERTO TAUFIC
HASBUN HASBUN; e' riuscito a trasmettere nelle sue corde cio' che esattamente
pensavo quando scrivevo gli accordi dei brani. Poi c'e' il violoncellista JORGE
ANDRES BOSSO, argentino, passionale, e'un vulcano quando suona. E' un musicista
classico e compositore, collaboriamo da alcuni anni, io ai suoi progetti lui
ai miei. E poi ci sono tre ospiti: ALBERTO MANDARINI alla tromba, "l'altro"
italiano; GILSON DA SILVEIRA, percussionista brasiliano..
S: Hey, ma noi brasiliani siamo ovunque...
G:Gia', siete una gran comunita' S: Non
c'e' posto in Europa che ho visitato dove non ho incontrato musicisti brasiliani.
Parlami del tuo background musicale, come sei arrivata a scrivere per questo
cd, e se ti fermerai a Los Angeles per scrivere per il grande business della
pop music.
G: Di fatto.. mi sento una cantante Jazz,
l'ho fatto per oltre dieci anni. Ma nel frattempo e' stato inevitabile per me
avere una quantita' infinita di influenze musicali. Il CD ne e' il risultato.
S: Tua madre e' una cantante? G: Mia madre
ha un repertorio a 360 gradi, canta tutto il giorno, e sono cresciuta ascoltando
da lei tutte le canzoni napoletane, di operetta, ed le grandi canzoni americane
che negli anni '60 e '70 in Italia venivano tradotte in Italiano. Il repertorio
popolare italiano e' nel mio DNA.
S: Qui a Los Angeles sei stata "assunta"
a dirigere una grande avventura al Vaticano.
G: E' incredibile, sono in America da pochi
giorni e mi e' gia' successo di tutto. Il mio maestro di canto, SETH RIGGS,
ha parlato di me ad un grande musicista italiano che abita qui a Los Angeles,
BEPPE CANTARELLI. Sai lui e' quello che ha scritto I still belive che ha cantato
MARIAH CAREY ed e' stato per anni il chitarrista di QUINCY JONES. Ci siamo conosciuti,
e dopo due giorni lui mi ha chiesto di diventare il direttore europeo del loro
MILLENNIUM CHOIR. Che onore. Il Millennium Choir ha debuttato al Vaticano in
occasione dell'apertura delle porte per il Giubileo, e quest'anno dirigero'
io e.. ci sara' anche il Papa.
S: Sono sicuro gli piacera'. Non sapevo
fossi anche direttore di coro oltre che cantante e compositrice. Credo non ci
sia nulla di piu' emozionante del sentire cantare un coro, che come questo e'
formato da 1000 voci. Ti fa volare in cielo tra "gli angeli". JUNGLE E MAREE
e' il brano che da il titolo all'album: credo sia una bellissima composizione,
bella ed essenziale. L'arrangiamento dice molto e fa "cantare" la tua voce,
gli da un grande spazio. Quale e' il significato di JUNGLE E MAREE?
G: Tutte le canzoni che ho scritto nascono
dalla mia storia, dalla mia vita, da un momento ben preciso. "Jungle e Maree"
e' un brano felice e pieno di "hopes" (speranze). Giungle (Jungles e' l'esatta
traduzione in inglese) e Maree sono i sentimenti contrastanti a cui vai incontro
quando finisce una storia. La giungla simboleggia la confusione di un sentimento
finito.
S: E la marea riporta indietro l'amore?
G: Si, l'amore per la vita! S: e' come su
"Ocean drive" di Los Angeles (strada di LA che costeggia il mare), comincia
dalla giungla della Valley (l'interno di LA) e ti porta al mare.
G: E se prima tutto era bianco o nero poi
"rivedi i colori"..
S: .. e ritorna ad essere un giorno di sole!
Nel tuo Cd c'e' un brano davvero dinamico "007", qualche riferimento?
G: e' stato il brano piu' divertente da
registrare. Ci sono due ospiti eccezionali, Gilson da Silveira ed il cubano
Alfredo De La Fe' al violino. Il brano e' stato arrangiato mentre si registrava,
abbiamo improvvisato quasi tutto. Ci siamo davvero divertiti.
S: Un ritorno alle origini Jazz?
G: Impossibile dimenticare.